ATALA Manhattan Gentleman “Vintage” singlespeed

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Mi è capitato di vedere di recente in un negozio una bici che mi è subito “saltata all’occhio”, e mi ha fatto esclamare “che bella”, era un’Atala Manhattan della serie “Vintage” (dopo che la Cicli Blume ha lanciato questa tipologia di bici, denominate con questo nome, in Italia, tanti altri costruttori nostrani hanno copiato l’idea ed il nome della gamma), con una bella colorazione nero lucido, scritte e grafiche color bianche e grigie.

Sono tornato il giorno dopo e sono entrato per analizzarla più da vicino.

Si tratta di una bici da uomo monomarcia con parafanghi, che seguendo le tendenze e le mode del momento è singlespeed (monomarcia) con mozzo reversibile (flip flop), telaio in acciaio, sella in cuoio e manopole in pelle (?).

Molto bella senza dubbio, la guarnitura singola in alluminio naturale da 48 (forse un po’ troppo grande come rapporto per una singlespeed da città) denti con un bel paracorona in alluminio, non sono purtroppo riuscito a capire chi la produce, poiché non è marchiata (se mi aiutate ha scoprirlo?). Il mozzo posteriore è reversibile con doppio pignone da 18 denti, fisso da un lato e libero dall’altro, questo è marchiato Quando (non dovrebbe essere affatto costoso), non è certo allo stesso livello qualitativo di un italiano Miche od un altrettanto buono Novatec (coreano).

La catena è in acciaio zincato, sembra piuttosto economica.

I freni sono del tipo dual pivot in alluminio dell’economica Alhonga.

La sella che a prima vista sembrava una Brooks in realtà è una sella in cuoio di produzione cinese, molto più economica e spartana della prima.  

Il reggisella, l’attacco manubrio (aheadset) e la curva dritta (flat) in alluminio lucidato sono molto belli (anche qui marca ignota) le manopole sembrano in pelle tipo le Hermans ma sono molto più economiche e (credo) in simil pelle.

I pedali in alluminio larghi sono piacevoli e comodi, ma un po’ troppo grandi.

I cerchi sono discreti in alluminio doppia spalla, 32 fori, color naturale (Alexrims).

Ma la delusione maggiore viene dal telaio estremamente economico, con tubi in acciaio Hi-Ten e non al CroMo, e soprattutto non ha le congiunzioni saldo brasate, come una “vintage” che si rispetti, bensì delle saldature a TIG piuttosto grossolane e finite male. Per di più le misure sono solo due e l’Atala non le specifica (in foto sembrerebbe un 52 cm).

Peccato questo, secondo noi, fa perdere alla bici molti punti nella nostra valutazione ed il prezzo, di 499€ al pubblico, che inizialmente ci sembrava interessante, dopo aver analizzato più attentamente la componentistica (tutta di produzione orientale), ci fa dire “poteva costare molto meno”, non la metà, ma quasi.

Lo Staff di Bici Vintage

cicli.vintage@libero.it